Il mito della Langa è raccontato dal vino e dalla gastronomia, dove la pasta è regina, perché è
il piatto più autentico della semplicità contadina. Il suo sapore che ha la compiutezza del cerchio, come quei tajarin che dalle parti di Treiso profumano di rosmarino, mentre, più in alto dove la collina bacia l’Appennino ligure sanno di basilico.

Marco Giacosa ha voluto riprendere questa tradizione, ricordando i gesti lenti, calibrati e antichi di nonna Marieta.

Il passare delle stagioni regalava all’impasto e ai sughi i profumi delle erbe.
Poi, nelle grandi occasioni, arrivavano gli agnolotti del plin. Era festa! Il ripieno di carne di vitello, spesso misto al maiale e al coniglio, che nonno Lice, abile trifolao, allevava, regalava al convivio tutta la sua importanza.